La storia del Duomo, tra Fontana e tradizione

Lucio Fontana, Papa Urbano III, formella bronzea per la V porta del Duomo, 1972

Se inizi un viaggio nel mondo dell’arte e delle mostre tra la Lombardia e il Canton Ticino non puoi non partire da Milano e dal suo cuore pulsante, il Duomo. In pochi sanno però che accanto alla meta più ambita da tutti i visitatori si trova il suo Museo, al piano terra di Palazzo Reale.  Un tesoro quasi sconosciuto, oggi arricchito da un’ultima sezione che celebra il breve rapporto di lavoro tra la Veneranda Fabbrica del Duomo e Lucio Fontana(1899-1968), a cinquant’anni dalla morte dell’artista italo-argentino.

Le sale-Il Museo propone un viaggio suggestivo nella storia di uno dei simboli della città, tra stanze ricche di formelle di terracotta, doccioni dalle sembianze mostruose, teste e busti che ricordano divinità e santi, come il milanese San Carlo Borromeo (1538-1584). Non sono da meno tanto la sala delle vetrate, che ti dà la possibilità di cogliere quei dettagli stilistici caratteristici dell’arte vetraria impossibili da notare se si entra in Duomo, quanto le pitture presenti, dove spicca il Miracolo della partoriente di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano. 

Fontana e il Duomo-L’ultima sezione è però quella che desta più attenzione, poiché difficilmente si associa il nome di Lucio Fontana, artista poliedrico noto soprattutto per i suoi Tagli, con la Veneranda Fabbrica del Duomo, istituzione storica e legata inesorabilmente a uno dei simboli di Milano. Eppure è così. Tra gli anni Trenta e Quaranta, nell’ambito del progetto di ristrutturazione della Cattedrale la Fabbrica stringe con Fontana un rapporto lavorativo duraturo. Prima commissiona all’artista una statua di san Protaso, oggi in Duomo, e poi lo invita a partecipare al concorso per la realizzazione della V porta, che doveva raffigurare gli episodi più importanti della storia della Cattedrale. I bozzetti di Fontana arrivano a pari merito con quelli dello scultore Luciano Minguzzi (1911-2004) che alla fine vince il concorso,  visti i dubbi di compatibilità tra lo stile dello stesso Fontana e quello del Duomo. Un destino analogo lo subiscono anche i modelli per la Pala Scultorea dell’Assunta, destinata all’altare di Sant’Agata. In questo caso però è arrivato il tanto sospirato lieto fine: lo scorso 3 novembre la fusione bronzea dell’opera originaria è finalmente arrivata ad occupare il suo posto in Duomo, a 61 anni dall’ultimo rifiuto.

Per informazioni su orari e biglietti, clicca qui.

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