Il Michelangelo cinese

Attribuita a Michelangelo, la Crocifissione è stata comprata dai cinesi di Yulong per 75 milioni di dollari

Michelangelo è sbarcato a Pechino. Potremmo riassumere così l’operazione portata avanti dalla società Yulong Eco-Materials, specializzata nella produzione e smaltimento ecologico di materiale edile, che il 23 novembre ha annunciato l’acquisizione di una Crocifissione attribuita a Michelangelo, datata tra il 1537 e il 1547. L’accordo con un privato italiano, discendente della famiglia Medici, è stato raggiunto per 75 milioni di dollari. Un’operazione riuscita grazie alla vendita di azioni da 10 dollari l’una, e che porterà la stessa società a specializzarsi nel mondo dell’arte.

Il perché dell’acquisto- Come rivela il Corriere, l’operazione fatta dai cinesi è da inserire in un contesto più ampio. Infatti ad ottobre la stessa società aveva acquisito per 50 milioni di dollari il Millennium Sapphire, zaffiro da 61,5 carati e tra i più conosciuti al mondo, il cui costo è stato suddiviso anch’esso in azioni.

Il Millennium Sapphire (credits: Wall Street Journal)

Il perché di tale modalità d’acquisto è presto detto: la società utilizza le azioni perché è quotata al Nasdaq, l’indice della borsa di New York. Dopo i due acquisti, la società ha registrato un’impennata del 250% del valore delle sue azioni nell’ultimo trimestre, da quando cioè Yulong ha deciso di virare prepotentemente sul mondo dell’arte, viste le perdite degli ultimi anni, come scrive Cnn. Questo cambio di indirizzo l’ha anche portata a cambiare nome, scegliendo di chiamarsi “Millennium Fine Art Limited”.

L’arte per i cinesi-  In una conferenza stampa Daniel Mckinney, presidente esecutivo di Yulong ha dichiarato «Siamo contenti di aver avuto la possibilità di acquisire un’opera tanto importante di Michelangelo. Vogliamo dare la possibilità al grande pubblico di possedere tramite le azioni almeno un pezzetto di un’opera d’arte, opportunità finora riservata solo a miliardari, musei e royalty». Queste affermazioni però non chiariscono appieno quale sia la volontà del gruppo, diviso tra la volontà di costruire un patrimonio artistico da sfruttare e la necessità di capitalizzare. Infatti più che il valore dell’opera stessa è la società a guadagnarci da queste acquisizioni, vedendo salire di volta in volta il valore delle proprie azioni, comprate proprio da quel pubblico citato da Mckinney. Per adesso non sono ancora noti i piani di Yulong su come sfruttare la Crocifissione, ma per il Millennium Sapphire già si progettano tour mondiali nei musei, documentari televisivi e addirittura comparsate nei film. L’impressione è che ne sentiremo ancora parlare.

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