Erwitt e Pavia, un legame simbiotico

L’arte non è solo pittura, poiché spesso si esprime in forme più o meno convenzionali. La fotografia è una di queste. Un esempio è la mostra del novantenne Elliott Erwitt, uno dei più celebrati fotografi mondiali, che nella sua carriera ha alternato scatti di cani con altri di personaggi celebri, come John Fitzgerald Kennedy, Che Guevara o il diverbio tra Nixon e Krusciov. E quale miglior posto per ospitarla se non Pavia, città silenziosa dal cuore caldo e avvolgente, pragmatica ma dalla vena tanto ironica? Ospitata nelle scuderie del Castello Visconteo e curata da Biba Giacchetti, la retrospettiva Icons conta 70 celebri scatti di Erwitt che ne raccontano la carriera e un po’ anche l’ambiente che li ospita. La mostra giusta al posto giusto.

Un autoscatto un po’… singolare

La carriera La vita di Erwitt racconta molto dell’evoluzione del suo stile. Nato a Parigi nel 1928, si trasferisce negli USA a 13 anni. Nel 1948 incontra i fotografi Robert Capa, Edward Steichen e Roy Stryker, che lo convincono a intraprendere seriamente la carriera di fotografo e così nel 1949 ritorna in Europa per un tour tra Italia e Francia. Nemmeno la chiamata alle armi nel 1951 lo fa desistere. Terminato il servizio militare, nel 1953 Erwitt entra nell’agenzia Magnum Photos su invito del fondatore Robert Capa. Nel 1968 ne diventa presidente, ricoprendo tale carica per tre mandati. Dagli anni ’70 passa a occuparsi di documentari, drammi teatrali e programmi di satira. Più che un fotografo, un vero e proprio artista poliedrico.

Lo stile La rassegna ripercorre in maniera fedele tutti i vari periodi della carriera di Erwitt come quella più divertente, fatta di autoscatti ironici, foto di cani o del suo irriverente alter ego, André S. Solidor.

Le prime… simpatie

Ci sono anche scatti più seri, come quelli relativi alla condizione dei bambini, a quella dei neri negli Stati del sud o situazioni underground, momenti di vita quotidiana nelle grandi città. Non mancano le fotografie che hanno al centro della scena l’amore, quello dei grandi come quello dei piccoli, o le grandi favole dello star system, come lo scatto che ritrae Grace Kelly al suo ballo di fidanzamento con Ranieri di Monaco. Infine davvero suggestive le foto storiche, quelle che ritraggono i protagonisti e gli eventi più significativi dagli anni ’50 in poi. Tanti i momenti importanti, come il funerale di John Fitzgerald Kennedy o il match di boxe di New York del 1971 tra Muhammad Alì e Joe Frazier. Altrettanto rilevanti anche i ritratti esposti, come quelli del già citato presidente USA, di Che Guevara e anche di Norma Jean Mortenson, meglio conosciuta come Marilyn Monroe, che Erwitt conosceva bene tanto da convincerla a scattare una foto assieme a tutto il cast di Gli spostati. Un caleidoscopio davvero intrigante.

La retrospettiva Icons dedicata a Elliott Erwitt rimarrà aperta fino al 27 gennaio 2019. Per ulteriori informazioni su orari e biglietti, clicca qui.

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