Selfie pericolosi

Fine anno, periodo di riflessioni. Anche il 2018, come gli anni precedenti, ha visto installazioni e opere d’arte danneggiate dai turisti e dalla loro mania dei selfie, che spesso costa caro. Qui sono riportati alcuni casi clamorosi di quest anno insieme ad altri del recente passato, riprendendo e aggiornando la catalogazione fatta da Artnet news. Speriamo che il 2019 porti meno danni!

Il peggio degli anni passati:

 1.Effetto domino Nel 2017 nella 14th Factory, galleria d’arte con sede a Los Angeles, un’ acquirente è riuscito nell’ardua impresa di abbattere un installazione con un semplice selfie. Il danno causato all’opera, che consisteva in una serie di piedistalli bianchi con in cima una corona, è stato notevole. Secondo Simon Birch, fondatore della Galleria, i danni ammonterebbero a circa 200 mila dollari. Non si sa che fine abbia fatto l’installazione, ma sappiamo che la 14th Factory si è spostata a Washington. In bocca al lupo con i nuovi clienti!

Tutti giù per terra!

2. Leggenda in mille pezzi Nel 2016 fece scalpore in Portogallo la rottura in mille pezzi della statua del mitico re Sebastiano I, contenuta in una nicchia di piazza Rossio a Lisbona. Cercando una prospettiva originale per il suo selfie, un uomo di 24 anni era salito sul piedistallo, spingendo a terra e mandando in frantumi la statua.

A differenza dell’originale la statua di re Sebastiano tornerà presto al suo posto

Nonostante il danno notevole e il rischio di non rivedere più né re Sebastiano né la sua statua qui però sembra delinearsi un lieto fine. Infatti la società IP, le Infrastrutture Portoghesi, ha deciso di prendersi carico delle spese del restauro dell’opera. Quanto all’improvvido “scalatore”, nulla gli ha evitato una bella denuncia penale.

3. Nuvole pericolose Sempre nel 2016 in Portogallo, terra evidentemente poco fortunata, ci fu un altro caso analogo. Al Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona un turista brasiliano aveva scelto una statua policroma di San Michele del ‘700 per farsi un selfie. Anche qui è bastato un tentativo di salto sulla nuvola dove si trovava l’Arcangelo per buttare la statua a terra, danneggiandola in più punti, tra cui le ali.

Nemmeno la nuvola ha permesso all’Arcangelo Michele di salvarsi

Nonostante la gravità del danno, che secondo alcune stime ammontava a 50 mila euro, un tempestivo restauro ha permesso di riportare l’Arcangelo Michele al suo originario splendore, in tempo per la Notte dei Musei il 20 maggio 2017. Il caso ha comunque destato l’attenzione delle autorità politiche e fatto capire l’importanza di maggiori controlli per evitare in futuro simili incidenti.

Il peggio del 2018:

1.Attenzione a dove ti appoggi: lo scorso 5 novembre a Ekaterimburg una ragazza ha danneggiato un’ opera di Dalì urtando contro la parete nel tentativo di scattare un selfie più vicino alle opere. Il risultato, pur buffo nelle circostanze, ha portato il dipinto a essere trafitto dalle schegge del vetro della cornice, con un danno stimato in un migliaio di euro circa. Tutt’ora in corso i restauri.

Attenzione lì dietro!

2. Re Magio senza testa A fine gennaio gli operatori turistici hanno notato alcuni particolari mancanti sul portale della cattedrale di San Lorenzo a Genova, scolpita nel tredicesimo secolo. Infatti un re Magio risultava decapitato e mozzato di una mano.

Un taglio netto

Purtroppo non è stato ancora possibile capire né la dinamica dell’incidente né gli autori, ma tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un selfie ardito che ha portato lo “scalatore” sopra il re Magio, su cui si manteneva con i pedi o con le mani, danneggiandolo. Ancora incerti i tempi del restauro, vista la mancanza della testa e della mano incriminate. Si spera che il re Magio possa presto tornare al suo originario splendore e tornare al suo commercio di oro, incenso e mirra.

3. Instagram dà Instagram toglie Diverso l’ultimo caso da segnalare. A giugno un travel blogger belga aveva postato sul suo profilo Instagram una foto di lui seduto su una colonna romana a Pompei. La reazione della comunità è stata immediata, ma diversa da quella attesa. Infatti sono stati numerosi i commenti di disapprovazione da parte dei follower, che hanno spinto @nils_travels (questo il nome del ragazzo su Instagram) prima a cancellare la precedente didascalia per pubblicare le sue scuse e poi a rimuovere la foto dal profilo. I turisti incivili passano, le colonne restano: questo è l’importante.

A volte il web mostra la sua faccia migliore
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